Pagine

lunedì 16 giugno 2008

Il vizio di leggere

Ci sono solo due modi per migliorare la propria scrittura: scrivere molto e leggere molto. Non ce sono altri.
Victor Hugo diceva “Per imparare, la lettura è come accendere un fuoco: ogni sillaba che viene letta è una scintilla” .
Sono stata fortunata: mi sono appassionata alla lettura da bambina, tanto che mio nonno mi ha insegnato a leggere a neanche cinque anni.
Molti miei coetanei, come me, andavano a letto rigorosamente dopo “Carosello”. Per me c’era un seguito: i libri, i fumetti, le favole, le storie.
Solo molti anni dopo ho capito che dentro i viaggi nei mondi fantastici di questi libri mi stavo costruendo il bagaglio per la mia futura professione. Allora non me ne rendevo conto, ed è stato meglio così.

Leggere può essere pura gioia se stiamo leggendo qualcosa che cattura la nostra immaginazione, che ci spinge ad andare, che crea personaggi meravigliosi, che costruisce nuovi mondi.

Da professionisti, al di là del leggere per piacere, si legge con un occhio alla scrittura, spesso senza neanche accorgercene.
Ciò che impariamo da lettori lo usiamo da scrittori. Nel tempo la nostra scrittura diventa un mix di tutto ciò che ci è piaciuto leggere.

“Al di fuori di un cane, un libro è il miglior amico dell’uomo. All’interno di un cane è troppo buio per leggere” Groucho Marx

Oggi molti ragazzi non leggono affatto, pensando che sia inutile. Niente di più sbagliato. Ma si può rimediare. A qualsiasi età ci si può educare alla lettura. Basta escogitare qualche trucco, a cominciare dal definirla un piacere e non un dovere.

Abituarsi a leggere.
Leggete per 30 minuti ogni giorno per un mese e acquisirete una buona abitudine a leggere.

Scegliete le occasioni per leggere.
Individuate un evento ricorrente e regolare: mangiare, andare a dormire, andare al bagno, andare a scuola o al lavoro usando i mezzi pubblici, le attese (come quelle nelle sale d’aaspetto dei medici). Ogni volta che queste occasioni si presentano leggete.
Io leggo molto prima di addormentarmi. Lo farei anche in altri momenti della giornata, ma non sempre posso.

Portate il vostro libro con voi.
Avere il proprio libro a portata di mano sempre è una buona risorsa. A patto che non sia di quelli che non si riesce a mollare: si rischiano situazioni imbarazzanti!

Leggete di tutto, a cominciare dai buoni scrittori.
Non necessariamente Shakespeare, Tolstoy, Dostoyevsky, Cervantes, Joyce, ecc. ma i grandi narratori, che scrivono con arguzia, che creano grandi personaggi, che dicono qualcosa.
Potete cominciare con le raccolte di racconti: spaventano meno dei romanzi!
Non limitatevi ai vostri generi preferiti: allargate l’orizzonte.
Personalmente suggerisco Garcia Marquez, Pennac, Coben, Follet, Camilleri.

Prendete ispirazione.
Se vi capitano dei passaggi che vi colpiscono, annotateli su un quaderno o al computer.

Analizzate i personaggi, la trama, il tema.
E’ utile riflettere su ciò che si legge: perché lo scrittore ha fatto quelle scelte? Come ha creato e descritto i personaggi? Come ha iniziato il libro e sviluppato la trama?

Fate attenzione a come usano le parole.
I bravi scrittori fanno moltissima attenzione alle parole, all’effetto che creano, al come mischiarle ad altre, a tutti i loro possibili significati.

Divertitevi.
Leggere è gioia pura. Perdetevi pure in tutti i mondi possibili, in tutte le storie più strampalate, in tutte le epoche storiche passate, presenti e future, andate nell'iperspazio o dovunque altro vogliate. Il sorriso spunterà da sé.

1 commento:

Pastisgaston ha detto...

The parents must be role models which is becoming more and more difficult as the media generation grows up and creates the new generations.

I also find that there is a conflict between time and reading, especially in business. People believe they have no time or are too busy to read.

There must be a very deep change in attitudes in society and its constant manipulation.

Frank Peters