giovedì 15 ottobre 2009

Il mio primo Ebook


Ci ho pensato a lungo. Pensato e ripensato. Rivisto, corretto, fatto e rifatto.
E alla fine è stato pronto.
E' il mio primo ebook. Parla dei principi guida della comunicazione, dei "fondamentali" come direbbero gli sportivi.
E' quello che so, che faccio e che insegno da vent'anni.
Si può scaricare da qui.

lunedì 14 settembre 2009

Anche se di sfuggita... l'ha detto!

Sto parlando di Seth Godin. E del post che ha scritto oggi sul suo blog.
Ebbene sì, l'ha detto anche lui: senza la strategia le tattiche non servono a niente.
E non portano da nessuna parte.
Già, perché se non hai una strategia come fai ad andare dove vuoi andare?
Lo so, parlo, anzi scrivo, come Totò.
Forse è perché mi diverte pensare che, dopo tonnellate di scritti su "metti la virgola qui", "sposta il punto là" e "attenzione ai congiuntivi" qualcuno finalmente si è ricordato che tutto ciò è strumentale all'attuazione di una strategia.
Altrimenti, semplicemente, non ha alcun senso. Nessuna ragione di esistere. Non c'è modo di stabilire se è meglio o peggio.
Oggi la comunicazione è istantanea, veloce, rapida. E parrebbe anche tattica.
Ma a ben guardare quella che funziona, che lascia il segno, che fa scuola è figlia di strategie accurate, studiate, pensate, ponderate.
Meno male che l'ha detto anche lui.
Così siamo a posto!

martedì 25 agosto 2009

Se ne sono accorti anche loro!!!!



Pare che all'Università si siano accorti di immatricolare semianalfabeti.
E che per questo abbiano deciso di organizzare corsi di grammatica per le nuove leve.
Il fenomeno non mi è nuovo.
Per questo insegno scrittura nei Master postuniversitari, nelle scuole di specializzazione per professionisti, a tutti quelli che, insomma, per l'Università sono già passati.

Ho tratto qualche brano significativo dall'articolo che ho linkato:
Il problema è venuto alla luce negli ultimi anni perché i test di valutazione delle matricole, fatti prima dell’iscrizione al corso di laurea, generalmente sono pieni di errori. Inoltre nei primi 12 mesi un quinto delle matricole abbandona gli studi, tant’è che la percentuale di laureati da noi è tra le più basse dei paesi Ocse. Da brivido anche la percentuale dei fuori corso: 40,7%.

Tra gli errori più frequenti “un’altro” e “qual’é” che piacciono con l’apostrofo. Incerto l’uso tra “dà” e “da”. Il crollo arriva con “ad hoc”, che diventa “doc” o “d.o.c”. Le doppie e gli accordi di genere e numero sono un disastro, problemi anche nel coniugare i verbi. Confusione anche nel mettere le virgole, spesso a casaccio, separando vocaboli dai loro aggettivi e i verbi dai loro soggetti.

Nei test d’italiano alla Ca’ Foscari di Venezia l’anno scorso è stato bocciato il 44% degli iscritti. Alle domande del test di area logico-linguistica oltre il 25% delle risposte era sbagliato. Alla richiesta di coniugare il verbo cuocere al passato remoto molti hanno scritto: “Io cucinai”. Come ha reagito il prestigioso ateneo veneziano? Organizzando il “Sis”, il “Servizio di italiano scritto”.

Confrontando l’Italia con i Paesi esteri si nota che siamo il fanalino di coda: «Nella fascia di età 25-34 anni abbiamo solo 15 laureati contro i 38 della Francia e i 31 del Regno Unito», lo rileva il Consorzio Almalaurea, formato da 40 università italiane.

Bene. Siamo a posto.
Tra qualche anno potrò tornare a fare la stratega di comunicazione a tempo pieno!

venerdì 5 giugno 2009

La campagna elettorale più brutta della storia

In questi tempi confusi e contorti ero curiosa di sentire qualcosa di vicino, sia pure di poco, alla realtà quotidiana.

Eppure di domande ce ne sono tante, di richieste anche di più. Volendo c'era di che rispondere.

Ci sono in ballo più di 70 seggi al Parlamento Europeo, a qualcuno dovranno pur interessare.

E invece pare proprio che dell'Europa non importi proprio niente a nessuno.
Ora che è virtualmente finita e i giochi sono più o meno fatti lo posso dire con animo sereno: raramente mi è capitato di assistere ad una campagna elettorale così becera, vuota di proposte, senza neanche l'ombra di un'idea.

Certo, anche il più bravo dei comunicatori ha pur sempre bisogno di un appiglio, di un barlume di idea, di una lanterna di senso.
In questo caso nulla, il vuoto assoluto.

E di fronte a tanta pochezza chi fa il mio mestiere non può che arrendersi, frustrato dalla consapevolezza di poter aiutare qualcuno che ha qualcosa da dire ma di non poter riempire di contenuti la testa di persone che sono convinte, chissà perché, che l'impresa sia già realizzata.

sabato 30 maggio 2009

Il mio comunicato

Da qualche tempo sto lavorando al sito di una nuova casa editrice. Hanno avuto un'idea carina, se non altro originale: un torneo di Ping Pong Letterario rigorosamente tra sconosciuti.
Una bella sfida per chi scrive, vorrebbe scrivere o semplicemente vuol far fare un po' di ginnastica ai neuroni.

Ho scritto diversi testi per loro, tra cui il comunicato stampa di lancio. Il format del comunicato stampa è uno tra i miei preferiti, perché è sintetico, esauriente, contiene tutte le informazioni necessarie e qualche annotazione in più. Chi vuole può sempre approfondire più tardi, sempre che abbia i riferimenti per farlo.
Per questo lo pubblico così come l'ho mandato a più di 500 giornalisti.

Al via le selezioni per il primo Torneo di Ping Pong Letterario


Un racconto, due sconosciuti: la sfida comincia.
La scadenza per le selezioni il prossimo 30 ottobre 2009.

L’idea è originale, la sfida avvincente: due sconosciuti, assortiti a caso, dovranno scrivere insieme un racconto sviluppando la trama alternandosi nella stesura dei capitoli. L’obiettivo è dare vita a un racconto originale … a due mani.

Il Torneo “Ping Pong Letterario”, indetto dalla casa editrice GIO.CA e patrocinato dalla Provincia di Roma, è aperto ad autori di qualunque età purché maggiorenni.

Per partecipare alla selezione gli autori devono presentare un elaborato di massimo una cartella scritto in lingua italiana il cui ”incipit” indicato dal regolamento del gioco. I testi dovranno essere inviati all’indirizzo selezione@giocalibri.com entro il prossimo 30 ottobre.

“Il Torneo è basato sul lavoro di coppia” afferma Giorgia Patini, direttore editoriale della GIO.CA “ La vera novità è che le coppie selezionate per scrivere il racconto verranno formate in modo assolutamente casuale e che i componenti non si conosceranno né potranno entrare in contatto tra loro sino alla fine del concorso, pena l’eliminazione”.

“E’ una formula pensata per stimolare la creatività,” prosegue Giorgia Patini “e non solo degli scrittori professionisti, ma anche di tutti coloro che hanno sempre desiderato scrivere, o si sono cimentati con la scrittura. L’alternanza della scrittura dei capitoli tra un autore e l’altro crea attesa e sorpresa ad ogni scambio e stimola l‘inventiva di ciascuno nel trovare risposte adeguate a ciascuna delle direzioni possibili che potrà prendere il racconto”.

“Questo torneo è una sfida rivolta a tutti: a coloro che da sempre desiderano di cimentarsi nella scrittura di un racconto, agli scrittori smaliziati che hanno sempre pianificato le loro storie nei dettagli e infine a chiunque pensi che lo sport della mente possa dare le stesse soddisfazioni di quello fisico”.

Al termine del gioco una Commissione valuterà i racconti. Il racconto giudicato migliore verrà premiato con un riconoscimento e con la pubblicazione.
Il regolamento del Torneo è scaricabile dal sito www.giocalibri.com.

venerdì 22 maggio 2009

Di questi tempi può servire....


Il film è del 1963. Non è poi cambiato granché...

sabato 16 maggio 2009

Non sono scomparsa!

E' molto tempo che non aggiorno il blog.
Ho visto solo oggi un commento con i complimenti di un visitatore che mi diceva che spera che io continui con il mio lavoro.
Ad un certo punto avevo avuto il dubbio di scrivere cose poco interessanti, e invece...
Sto lavorando moltissimo, quando non sono in aula ad insegnare scrivo di tutto e con tempi velicissimi... la dura vita degli strateghi!
E come sempre accade in queste circostanze stanno emergendo moltissimi spunti di riflessione, domande, questioni di ogni genere che chiedono di essere risolte in tempi brevissimi.
In circostanze come queste il metodo è tutto: è quello che ti fa guadagnare tempi, che ti indica la direzione, che ti disincaglia dalle secche in cui prima o poi ogni comunicatore va a finire.
E come al solito per raccontare quello che accade basta solo ragionare in termini di verbi, o meglio di modi dei verbi.
Nella situazione in cui mi trovo io non è possibile "pensare" e poi "fare. Serve saper "fare pensando".
E ho detto tutto.

P.S.: riaprendo il blog ho trovato due commenti da moderare. Uno l'ho pubblicato e l'altro no.
Non l'ho fatto non perché il contenuto fosse critico, ma perché era anonimo.
Giusto per chiarire, a me va benissimo che le persone abbiano opinioni differenti dalla mia. Quello che non mi va altrettanto bene è che chi le esprime ometta di dichiarare la sua identità.
L'anonimato in genere, e in questi casi in particolare, proprio non mi va giù.
Perciò scrivetemi pure tutto quello che volete, ma per favore abbiate la cortesia e il buon gusto di dirmi anche chi siete.
Grazie