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martedì 26 gennaio 2010
Il significato della scrittura professionale

Mi piace questa definizione. E' una delle poche che superano gli aspetti tecnici e vanno dritte dritte su quelli relazionali.
A prima vista sembra scontata. Ma a pensarci bene, e a leggere molte delle cose che circolano, viene da chiedersi se sia proprio così.
Nel dubbio, una rinfrescatina alla memoria ogni tanto non guasta.
giovedì 17 dicembre 2009
Parlare in pubblico senza stress
E' uno di quelli che mi appassionano di più.
In fondo pochi viaggi sono più interessanti di quello che ciascuno di noi, tra mille difficoltà, compie dentro se stesso.
Lo scopo di questo ebook è dare chiavi di interpretazione e tecniche utili a gestire le nostre emozioni piuttosto che lasciare che ci sopraffacciano e alla fine, esausti, decidere di eliminarle.
Tutto quello che troverete in questo ebook è stato sperimentato da me e da Stefano Principato in tutti questi anni. A sentire dai feedback che riceviamo nelle occasioni pubbliche in cui ci capita di trovarci... hanno funzionato!
Si puo scaricare da qui.
giovedì 15 ottobre 2009
Il mio primo Ebook
Ci ho pensato a lungo. Pensato e ripensato. Rivisto, corretto, fatto e rifatto.
E alla fine è stato pronto.
E' il mio primo ebook. Parla dei principi guida della comunicazione, dei "fondamentali" come direbbero gli sportivi.
E' quello che so, che faccio e che insegno da vent'anni.
Si può scaricare da qui.
lunedì 14 settembre 2009
Anche se di sfuggita... l'ha detto!
Ebbene sì, l'ha detto anche lui: senza la strategia le tattiche non servono a niente.
E non portano da nessuna parte.
Già, perché se non hai una strategia come fai ad andare dove vuoi andare?
Lo so, parlo, anzi scrivo, come Totò.
Forse è perché mi diverte pensare che, dopo tonnellate di scritti su "metti la virgola qui", "sposta il punto là" e "attenzione ai congiuntivi" qualcuno finalmente si è ricordato che tutto ciò è strumentale all'attuazione di una strategia.
Altrimenti, semplicemente, non ha alcun senso. Nessuna ragione di esistere. Non c'è modo di stabilire se è meglio o peggio.
Oggi la comunicazione è istantanea, veloce, rapida. E parrebbe anche tattica.
Ma a ben guardare quella che funziona, che lascia il segno, che fa scuola è figlia di strategie accurate, studiate, pensate, ponderate.
Meno male che l'ha detto anche lui.
Così siamo a posto!
martedì 25 agosto 2009
Se ne sono accorti anche loro!!!!

Pare che all'Università si siano accorti di immatricolare semianalfabeti.
E che per questo abbiano deciso di organizzare corsi di grammatica per le nuove leve.
Il fenomeno non mi è nuovo.
Per questo insegno scrittura nei Master postuniversitari, nelle scuole di specializzazione per professionisti, a tutti quelli che, insomma, per l'Università sono già passati.
Ho tratto qualche brano significativo dall'articolo che ho linkato:
Il problema è venuto alla luce negli ultimi anni perché i test di valutazione delle matricole, fatti prima dell’iscrizione al corso di laurea, generalmente sono pieni di errori. Inoltre nei primi 12 mesi un quinto delle matricole abbandona gli studi, tant’è che la percentuale di laureati da noi è tra le più basse dei paesi Ocse. Da brivido anche la percentuale dei fuori corso: 40,7%.
Tra gli errori più frequenti “un’altro” e “qual’é” che piacciono con l’apostrofo. Incerto l’uso tra “dà” e “da”. Il crollo arriva con “ad hoc”, che diventa “doc” o “d.o.c”. Le doppie e gli accordi di genere e numero sono un disastro, problemi anche nel coniugare i verbi. Confusione anche nel mettere le virgole, spesso a casaccio, separando vocaboli dai loro aggettivi e i verbi dai loro soggetti.
Nei test d’italiano alla Ca’ Foscari di Venezia l’anno scorso è stato bocciato il 44% degli iscritti. Alle domande del test di area logico-linguistica oltre il 25% delle risposte era sbagliato. Alla richiesta di coniugare il verbo cuocere al passato remoto molti hanno scritto: “Io cucinai”. Come ha reagito il prestigioso ateneo veneziano? Organizzando il “Sis”, il “Servizio di italiano scritto”.
Confrontando l’Italia con i Paesi esteri si nota che siamo il fanalino di coda: «Nella fascia di età 25-34 anni abbiamo solo 15 laureati contro i 38 della Francia e i 31 del Regno Unito», lo rileva il Consorzio Almalaurea, formato da 40 università italiane.Bene. Siamo a posto.
Tra qualche anno potrò tornare a fare la stratega di comunicazione a tempo pieno!
venerdì 5 giugno 2009
La campagna elettorale più brutta della storia
In questi tempi confusi e contorti ero curiosa di sentire qualcosa di vicino, sia pure di poco, alla realtà quotidiana.Eppure di domande ce ne sono tante, di richieste anche di più. Volendo c'era di che rispondere.
Ci sono in ballo più di 70 seggi al Parlamento Europeo, a qualcuno dovranno pur interessare.
E invece pare proprio che dell'Europa non importi proprio niente a nessuno.
Ora che è virtualmente finita e i giochi sono più o meno fatti lo posso dire con animo sereno: raramente mi è capitato di assistere ad una campagna elettorale così becera, vuota di proposte, senza neanche l'ombra di un'idea.
Certo, anche il più bravo dei comunicatori ha pur sempre bisogno di un appiglio, di un barlume di idea, di una lanterna di senso.
In questo caso nulla, il vuoto assoluto.
E di fronte a tanta pochezza chi fa il mio mestiere non può che arrendersi, frustrato dalla consapevolezza di poter aiutare qualcuno che ha qualcosa da dire ma di non poter riempire di contenuti la testa di persone che sono convinte, chissà perché, che l'impresa sia già realizzata.





