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mercoledì 7 maggio 2008

Internet e stampa

Secondo un sondaggio tra 700 direttori di quotidiani pubblicato ieri da Repubblica la carta stampata ha ancora un futuro.
A patto che sappia rinnovarsi, reinventarsi, ritrovare un suo spazio.
L'85% di loro è ottimista per il futuro, ma ad alcune condizioni.
1. Maggiore spazio per gli approfondimenti (67%)
2. Multimedialità e interazione (86%)
3. Recupero della fascia di lettori giovani (in calo per il 58% degli intervistati).
Io aggiungerei un'altra priorità, secondo me oggi più che mai urgente: autorevolezza.
Ormai chi vuole sapere cosa è successo ha mille modi per farlo. Quindi la differenza non è data dalla quantità delle informazioni, ma dalla qualità: delle riflessioni, dei punti di vista e, perché no, della scrittura.
Paradossalmente mai come adesso l'autorevolezza è un'urgenza: dentro la miriade di informazioni disponibili come scegliere quelle "giuste"? Come fidarsi, o non fidarsi, di quello che si trova nella rete?
Mai come ora il giornalismo deve ritrovare la sua antica missione: informare, illustrare, provocare, aiutare a riflettere.

martedì 6 maggio 2008

Tutto vero!

Oggi è il mio compleanno, e ho voluto regalarmi qualche risata di cuore. Mi ha aiutato Stefano Bartezzaghi enigmista, scrittore e ludolinguista .
Si è laureato in Discipline delle Arti e dello Spettacolo (Facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna), con Umberto Eco. Attualmente collabora con La Repubblica dove cura la rubrica "Lessico & Nuvole". È figlio di Piero Bartezzaghi, quello i cui cruciverba apparivano per ultimi sulla Settimana Enigmistica ed erano quelli più difficili di tutti.
Un nome una garanzia, insomma.
Ha pubblicato di recente un libro che si intitola "Non ne ho la più squallida idea", una raccolta di "frasi matte da legare", sviste e strafalcioni vari, tutti veri e tutti esilaranti.
Ne ho scelto qualcuno, tanto per non perdere l'abitudine di farsi, ogni tanto, qualche sana risata.
Le didascalie sono opera mia, perché non si dica che oggi non ho lavorato!
Cautela: "Dobbiamo essere prudenti e procedere a passo d'uovo."
Strani pesci: " Stavo pensando di fare una cernia fra i vecchi libri."
Salutista: "Vorrei mangiare qualcosa di combustibile."
Disordine: "Bisogna mettere a posto il cassetto di cucina che è pieno di tafferugli."
Sensoriale: "A Roma c'è una tradizione archeologica che si può vedere con mano."
Generosità: "Vorrei spendere una lancia a favore di questa ipotesi."
Versi: "Sono tanto stanca che potrei starnazzare a terra!"
Allarme: "Un'ambulanza con le sirene spietate."

lunedì 5 maggio 2008

Leggere per scrivere

Per scrivere bene bisogna saper leggere. Sembra un controsenso. Per qualcuno, specie se giovane, suona come una condanna: "Oddio, un libro!".
Eppure non c'è modo migliore per acquisire vocabolario, imparare stili e modi espressivi, uso di parole e verbi, che leggere. Per certi versi molto meglio della grammatica!
Leggere per molti significa soffrire, per altri annoiarsi, per altri ancora subire una punizione.
Colpa della scuola? Forse. Colpa della televisione? Può darsi.
Fatto sta che nell'era del digitale, in cui le parole viaggiano nell'iperspazio in tempo reale, a mancare spesso sono proprio loro. Posso parlare con il mondo, ma per dire cosa?
Mi sento "antica" quando parlo di queste cose, come se i libri appartenessero ad un'altra era geologica, a un altro mondo, anzi a un'altra galassia.
Per me che ho sempre letto, e continuo a leggere, con gioia un libro è un'oasi di felicità, un altro mondo dentro cui immergermi, un paesaggio da scoprire e una storia da attraversare.
Altro che vacanza! Molto meglio e molto di più.
Perché i libri hanno un dono magico: possono portarti, oltre che in un altro luogo, anche in un altro tempo e, per questo, possono essere "moltiplicatori di vita", concentrati di umanità, condensati di esperienze, di passati e di futuri.
E sono meravigliosi antidoti alla noia, all'ansia, al male di vivere che ogni tanto ci sorprende e cerca di tirarci indietro.
Tra gli autori che su di me hanno e continuano ad avere molti buoni effetti segnalo Daniel Pennac, tanto per cominciare... e per proseguire.. e per finire.. e per ricominciare!

domenica 4 maggio 2008

Le origini della scrittura



Carina questa presentazione su diversi tipi di scrittura. E' fatta per i bambini, e per questo è semplice e lineare. Il che la rende adattissima anche agli adulti.

sabato 3 maggio 2008

Comunicazione pubblica

Otto anni fà è entrata in vigore la Legge 150, che regolamenta le attività di comunicazione delle amministrazioni e degli enti pubblici.
La legge non è fatta male. Semmai la questione è: può una legge "inventare" le competenze necessarie per essere applicata in modo efficace?
La risposta è troppo scontata per meritare attenzione.
In realtà la legge presuppone un cambiamento radicale di punto di vista, basato sulla considerazione dei cittadini come "clienti".
Una vera rivoluzione, soprattutto se consideriamo che gli enti pubblici operavano, e continuano ad operare, in una situazione di monopolio.
Sarà per questo che ancora tante amministrazioni tardano a rispettarla?
Perché mai un'amministrazione, che i clienti ce li ha "per legge", dovrebbe preoccuparsi di sapere se sono contenti, di cosa hanno bisogno, che cosa si aspettano?
Perché così si lavora meglio, perché persone informate e consapevoli sono anche più collaborative, perché tutto quando si fa buona comunicazione così funziona. E da anche molta più soddisfazione.
E allora come si fa? Si mettono in rete le esperienze, tanto per cominciare. Nella Pubblica Amministrazione funziona così. E alcune sono davvero interessanti, e le potete trovare, ad esempio, nell'ottimo sito urp degli urp, dove sono raccolti casi di successo e ottime "istruzioni per l'uso".

venerdì 2 maggio 2008

Scrittura e relazione

I testi scritti aziendali rispecchiano le dinamiche di relazione.
Occorre quindi prestare attenzione alla formulazione del contenuto ed alla forma dei documenti.
I testi aziendali devono saper riprodurre anche gli aspetti non verbali della comunicazione, che sono quelli che prevalgono nel determinare la qualità delle relazioni e quindi consentono di raggiungere gli obiettivi.
Qualche dritta:

Riprodurre nello scritto il tono di voce:
Tono: scelta del linguaggio, uso degli aggettivi e degli avverbi.
Tempo: fraseggio (lineare e complesso), punteggiatura.
Timbro: tipo di carattere.
Volume: corpo ed aspetto dei caratteri.

Riprodurre nello scritto la gestualità:

Contatto visivo: impatto visivo del testo, livelli di lettura, ariosità.
Gestione del territorio: spaziature, interlinea, titoli e sottotitoli.
Abbigliamento: carta intestata.
Vocaboli, gerghi, modi di dire: linguaggio tecnico o “ufficiale”.

giovedì 1 maggio 2008

Comunicazione non verbale

Sondaggio: cosa vi fa venire in mente questa foto? O meglio: cosa suggerisce la postura di Clinton? Questa è solo una delle innumerevoli dimostrazioni di quanto il linguaggio del corpo sia molto più eloquente di quanto si pensi! Ogni volta che le persone si trovano faccia a faccia avviene uno scambio di informazioni e una interazione a livello relazionale.
La componente verbale assolve alla funzione cognitiva mentre la componente non verbale è il linguaggio della relazione.
La componente non verbale è meno controllabile razionalmente e fornisce informazioni aggiuntive rispetto alla comunicazione verbale.
Se tra le due componenti c’è incoerenza può succedere che la comunicazione non verbale arrivi a smentire quella verbale.
Quando ci troviamo di fronte a qualcuno, di quello che percepiamo ci rimane impresso:
Fisionomia 55%:
comportamento spaziale, movimenti del corpo, espressione del volto
Suono 38%: paralinguaggio.
Parole 7%.
Nel sito Mistermedia una divertente galleria di personaggi (politici, attori ecc.) di cui vengono analizzate tutte le componenti della comunicazione e vengono proposte interessanti riflessioni circa la sua efficacia.